La scelta dell’asilo

 

Essere madre non è semplice, nessuno ci ha regalato un manuale di istruzioni, e ognuno può dare giudizi basandosi sulla propria personalissima esperienza augurandosi che oltre a dare il massimo come genitore ci venga donata anche una gran dose di culo. Si, ho detto culo.
Culo chiaramente inteso come fortuna nell’avere un bambino sano, nell’avere una bella famiglia (amici compresi), nell’incontrare brave insegnanti e buone compagnie. Essere un buon genitore non basta, soprattutto oggi.

Per tutti questi motivi la scelta dell’asilo è fondamentale.

L’asilo rappresenta il primo vero distacco dai genitori, io sono una mamma lavoratrice e ho dovuto lasciare mio figlio a soli 3 mesi, ma il distacco che avviene all’asilo è diverso, è più profondo, perchè non solo la mamma lascia di nuovo il bambino, ma lo lascia in un posto nuovo con adulti di riferimento diversi e soprattutto affollato da tanti altri piccoli coetanei.

la scelta dell'asilo

Quali sono stati i miei criteri nella scelta?

La struttura

Come prima cosa ho chiesto alla direttrice di visitare la struttura e lei, ovviamente, si è resa disponibile nel guidarmi nel tour. Più che una mamma sembravo un ispettore sanitario, ho fatto circa mille domande e sbirciavo in ogni angolo.

Le caratteristiche che mi hanno colpito positivamente sono state:

a. igiene
b. organizzazione degli spazi
c. pareti colorate
d. pavimento gommato colorato
e. forma di banchetti e sedie (zero spigoli)
f. buona illuminazione naturale
g. bagni a norma (si , ho studiata la normativa)
h. presenza di una spazio aperto anche questo con pavimento morbido e giostrine sicure
i. ambiente per i pasti e per i riposini separati
l. presenza di tanti giocattoli adatti all’età della classe

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Il personale

Anche in questo caso ho fatto mille domande, ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è stata la coerenza della metodologia didattica. In questo asilo ho notato una fortissima impronta della direzione, ogni insegnate, educatore o assistente materiale segue delle precise linee guida dettate dall’alto e questo a mio parere è estremamente positivo in quanto sia bambini che genitori possono crearsi un preciso punto di riferimento. Insomma, non c’è anarchia, ma c’è una precisa gerarchia, con regole, eccezioni, modi e comportamenti e tutti devono fare la propria parte, genitori inclusi.

Oltre alla coerenza di cui sopra, è importante la preparazione delle maestre. Negli asili privati, molto spesso, le maestre sono ragazzine impreparate e sottopagate e questo chiaramente porta ad una cattiva gestione della classe. Questi sono aspetti purtroppo non sempre prevedibili, quindi è importante osservare, ascoltare e soprattutto chiedere anche ad altre mamme di bimbi più grandi che ci sono già passate. Raccogliete le informazioni che vi servono e con spirito critico traete le vostre conclusioni.

Il POF

che sta per “piano offerta formativa” è importante anche all’asilo perchè è in questa fase della vita che mettiamo le primissime e fondamentali basi per crescere i nostri bimbi. Una struttura che si rispetti deve, secondo me, rendere fruibile per tutti il POF e tutti i programmi scolastici, attraverso il sito della scuola, i social o appeso in bacheca. Ogni genitore deve avervi accesso facilmente senza essere costretto a chiederlo. Le opinioni sul contenuto del POF sono personali quindi eviterò di tediarvi anche su questo.

Accoglienza

Un genitore deve sentirsi accolto e soprattutto non deve sentirsi giudicato come l’ennesima mamma o papà apprensivo. Un genitore che si sente giudicato trasmetterà la sua ansia ai piccoli e al personale della scuola, generando un effetto a catena deleterio. Ovviamente, i genitori devono dare modo al personale di lavorare senza interferire eccessivamente. L’ideale sarebbe creare una sinergia tra le parti, in cui ogni attore è parte attiva.

 

(PS PARLO DI CASI NORMALI CON BUONI DOCENTI E GENITORI CORRETTI, NON VOGLIO TRATTARE CASI SPECIFICI E DIFFICILI DI CUI PER FORTUNA NON HO ESPERIENZA)

 

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